Simone D’Anna:” A Martignoni farò capire cosa significhi fare MMA”.

Ho parlato un po’ con Simone D’Anna in vista del suo match contro Michele Martignoni il prossimo 14 luglio a Roma, ecco cosa ne è uscito:

Ciao Simone, innanzi tutto ti chiedo come stai e come sta procedendo il tuo camp di allenamento in vista del match contro Michele Martignoni, che ricordiamolo sarà in programma il 24 luglio a Bellator Roma.

Ciao Mirko, molto bene. Il camp procede alla grande, mi sto allenando tanto e con ottimi sparring partner di livello; sto curando bene la mia preparazione atletica con il mio preparatore, mentre la parte tecnica è seguita ossessivamente dal mio Maestro Massimo Farina.

Sei nato a Roma e Bellator arriva per la prima volta in assoluto nella nostra capitale. Dovrai combattere davanti alla tua gente, senti la pressione? Che cosa hai pensato e provato quando hai ricevuto la chiamata per combattere?

No, non sento pressione. Non ho mai combattuto con così tanta gente ma so che i miei sostenitori mi daranno la carica necessaria. Sono abituato a combattere all’estero con tutto il pubblico contro, quindi a Roma con la mia gente posso essere solo felice e super carico. Quando ho ricevuto la chiamata da Bellator ho pensato che tutto ciò che sto coltivando e tutto il sangue che sto buttando finalmente sta dando i suoi frutti, sempre piano piano, che questo sia soltanto un inizio.

Torniamo un attimo al tuo avversario: Michele Martignoni e la Hung Mun. Anche lui è di Roma, possiamo definirlo un derby?

Sì, è di Roma anche lui quindi può essere considerato un derby. Si è visto anche dal faccia a faccia quanto si senta questo match-derby.

Entriamo un po’ più nel dettaglio:
tu hai un record 4-1, 2 vittorie per ko, 1 per sottomissione e una ai punti. L’unica sconfitta è arrivata per sottomissione.
Il tuo avversario è ancora imbattuto con un record 3-0, 2 vittorie per sottomissione e 1 vittoria ai punti.
Quale sarà la chiave del match? La tua completezza tecnica o la sua bravura in fase di grappling e submission?

La mia completezza, schiacciare qualunque sua potenzialità. Martignoni non ha mai avuto avversari di livello, questo è il suo primo test match, gli farò capire cosa significa fare Mma.

Quindi Dobbiamo aspettarci una vittoria prima del limite?

Certamente! Non combatto per vincere ai punti… mai.

Vuoi dire qualcosa ai tuoi fan?

Grazie a tutti per il supporto. Venite a sostenermi in tanti, sarà spettacolo assicurato.

Grazie Simone, per la disponibilità e per le risposte.

Grazie a te Mirko e grazie a tutto lo staff di Spirito Guerriero per l’intervista.

A cura di M. A. Loreti

Venator FC 4: tra cacciatori e prede

Venator è tornato con i suoi cacciatori e le sue prede, zona di caccia è stato il Fabrique di Milano.

Location interessante che offre numerosi posti a sedere e ottime visuali per godersi al meglio i combattimenti, insomma non ha nulla da invidiare a nessuno.

La card professionistica ha avuto inizio alle 20.25 e il primo match ha visto contrapposti Giuseppe Ruotolo e Matteo Minonzio riguardante la categoria LightHeavyweight. Il match si scalda subito e il pubblico segue a ruota, Ruotolo trova subito lo spazio per far partire un overhand ai danni di Minonzio il quale accusa il colpo. il match continua e nonostante l’atleta piemontese riesca a mettere con costanza colpi puliti, il veterano Minonzio riesce a portare l’avversario spalle a parete grazie ad un clinch con conseguente cambio di livello nel tentantivo di un takedown. Ruotolo  riesce a difendersi bene dall’attacco dell’avversario e porta colpi al volto, crea lo spazio e fa partire un secondo devastante overhand, knockdown! Ruotolo si getta subito a terra per finalizzare tramite GnP, l’arbitro chiama il TKO a favore di Ruotolo.
Giuseppe Ruotolo sconfigge Matteo Minonzio per TKO a 00:43 del R1

Il secondo match vede protagonisti Daniel Kimmlingo e Pietro Cappelli. Come nel primo match anche qui assistiamo ad un KO fulmineo, all’atleta toscano basta infatti un unico colpo, un gancio destro, per portare a casa il match.
Pietro Cappelli sconfigge Kimmlingo per KO al primo round.

Dopo i primi due match terminati con dei KO fulminei è il turno dei pesi leggeri: Manara vs Belluardo. Nel primo round  Belluardo assesta più di un takedown e controlla a terra Manara ma è durante lo svolgersi del secondo round che l’arbitro si trova costretto a chiamare lo stop medico nei confronti di Manara.
Vince per TKO (stop medico) Danilo Belluardo.

Fino ad ora il pubblico ha assistito a match veloci, tutti finiti prima del limite e il quarto match non è da meno; durante il primo round Tony Fox intercetta e blocca un middlekick portato da Luca Puggioni, segue una chiave al tallone da manuale e nonostante un disperato tentativo di difesa di Puggioni, l’atlteta italiano è costretto ad arrendersi.
Vince per sottomissione al primo round Tony Fox.

Si arriva presto al sesto match che vede coinvolti Paata Tschapelia e Rafael Torres Henrique. Il match segue il copione degli scontri precedenti, l’atleta georgiano infatti vince per TKO al primo round.
Vince per TKO a 2.22 del primo round Paata Tschapelia.

Ultimo match prima dei quattro titolati vede contrapposti Davide Baneschi contro Imad Bouamri: anche qui lo stop arriva prima del limite, esattamente a 4.25 del primo round e vede Baneschi finalizzare via mata leao Bouamri.
Vince per sottomissione (Mata leao) a 4.25 del primo round Davide Baneschi.

Prima dei match titolati, il presidente Frank Merenda sale sull’ottagono per annunciare i primi tre atleti inseriti nella Hall of Fame di Venator; essi sono l’atleta UFC Marvin Vettori, la campionessa EFC Chiara Penco e l’ex atleta UFC Luke Barnatt.

Inizia il match con in palio il titolo dei pesi piuma, i protagonisti sono Federico Mini e Emrah Sonmez.
Mini parte subito aggressivo e alterna molto bene diretti e leg kick molto potenti, il round è molto equilibrato e vede l’alteta italiano portare a segno un takedown.
Appena iniziato il secondo round l’arbitro è costretto a chiamare lo stop per l’infortunio subito dall’atleta turco-inglese.
Vince per TKO (infortunio) a 0.25 del secondo round Federico Mini.

L’ottavo match vede Leonardo Zecchi andare all’assalto del titolo pesi leggeri detenuto da Ivan Musardo.
Il match inizia e Musardo schiaccia subito sull’acceleratore; Zecchi risponde come è solito fare. L’atleta elvetico pressa molto Zecchi, il quale si trova spesso spalle a parete, ma nonostante ciò l’atleta italiano riesce a mettere numerosi colpi puliti e potenti, andando a segnare pesantemente la parte destra del volto di Musardo.
Il secondo round riparte sulle orme del primo, Musardo continua a tenere un ritmo alto e pressa a parete Zecchi, l’elvetico controlla gran parte del round ma a 10 secondi dalla fine Zecchi colpisce violentemente l’avversario, che accusa il colpa e gli cedono le gambe, l’atleta italiano si getta a terra per sferrare un poderoso Ground and Pound, ma la sirena di fine round interompe la tempesta di colpi.
Inizia il terzo round, che in breve tempo diventa un match di boxe, entrambi gli atleti non si risparmiano e i colpi si possono vedere dai segni sui loro volti. Si va ai cartellini dei giudici.
Vince per decisione unanime Leonardo Zecchi

Penultimo match, gli atleti sono Roberto Rigamonti contro Mauricio Reis per il titolo pesi Welter.
Il brasiliano fa segnare numerosi takedown in tutti e tre i round, porta a scuola di jiujitsu l’atleta italiano, il quale però è bravo ad evitare la finalizzazione.
Vince per decisione unanime Mauricio Reis.

Ci siamo, è arrivato il momento del main event,  Mattia Schiavolin contro Jonas Billstein, per il titolo pesi medi.
Nei primi due round Billstein domina, porta continuamente a terra Schiavolin e controlla la posizione.
Nel terzo round l’italiano diventa più aggressivo e tramite un takedown e un poderoso ground and pound porta a casa il round. Si va al verdetto, tutto nelle mani dei giudici.
Mattia Schiavolin e Jonas Billstein finisce in un pareggio maggioritario (28-28 X2, 29-28). Secondo molti esso è più un verdetto casalingo che oggettivo.

La serata ha visto match piacevoli, intensi e ricchi di finalizzazioni, molte avvenute nel corso del primo round. Il pubblico milanese ha risposto bene ma poteva fare sinceramente meglio, adesso non ci resta che attendere il passaggio dell’estate per vedere e godersi il prossimo Venator!

A cura di Mirko A. Loreti

Intervista ad Alex Dandi, ideatore nonché matchmaker di IFC

Ho intervistato Alex Dandi in vista del prossimo evento targato IFC, esso si svolgerà nel già testato Teatro Principe di Milano sabato 5 maggio. La card ha in programma tre match con in palio la cintura: quello dei pesi medi,quello dei pesi leggeri e quello dei pesi gallo, promettendo così incontri spumeggianti e ricchi d’azione.

● Ciao Alex, grazie per aver accettato la nostra intervista, IFC 2 è stata consegnata agli archivi, essa segnava il giro di boa per questi primi 3 eventi targati Italian Fighting Championship. Ti ritieni soddisfatto? Cosa ti aspetti da IFC 3?

IFC 2 è stata una card davvero spettacolare. Senza dubbio una delle più spettacolari che abbia mai organizzato. Tutti i match sono stati ricchi di pathos ma soprattutto Aliu vs Penini, il main event, credo sia già un classico delle MMA italiane da ricordare. C’è chi ha detto che sia stato meglio del mitico Paternò vs Pietrini e di Zecchi vs Botti e credo sia davvero così.

Come matchmaker sono super soddisfatto. Come promoter abbiamo fatto circa 700 persone, possiamo essere soddisfatti ma avremmo voluto fare il sold out di circa 1000… sarà per la prossima volta a Venezia. Come secondo evento ci possiamo accontentare. Tutto è filato liscio ed abbiamo sperimentato una nuova formula di scaletta che riproporremo anche ad IFC 3 che rende lo show continuativo e non solo una sequenza di match.

● C’è molta differenza tra organizzare un evento in Veneto ed uno in Lombardia? Tra Milano e Venezia?

Ci sono differenze a livello di costi per alcune forniture. A Milano è tutto mediamente più caro ma Venezia è più decentrato. A Milano organizziamo in centro città, a Venezia, per limiti strutturali ovvi, organizziamo nella periferia. Inoltre a Venezia ci aiuta il promoter locale Emanuele Zecchini che è di grande aiuto. Tolto questo non cambia molto.

● IFC 3 è alle porte, Lo ritieni l’evento più importante e con più hype?

Ad oggi IFC 3 è sicuramente il nostro evento più importante, ed anche costoso, sia per borse complessive che per costi accessori. Un ex UFC come John Maguire costa tanto e nel resto della card ci sono altri due stranieri. Spostare persone con aerei e fornirgli hotel ha un costo. Sicuramente non rientreremo nelle spese ma siamo felici di essere alle porte di un evento che sulla carta è una bomba. Ora speriamo si confermi a livello delle aspettative.

● Come fate ad andare avanti se non rientrate nelle spese? Cosa vi porta ad andare avanti oltre alla passione? È strano sentirsi dire “sicuramente non rientreremo nelle spese ma siamo felici di essere alle porte di un evento che sulla carta è una bomba”.

La follia? Andiamo avanti perché abbiamo la consapevolezza di essere sulla strada giusta per fare qualcosa di buono. Prima o poi saremo ripagati dei nostri sforzi e dei nostri investimenti. IFC è un progetto aperto. Vedendo la bontà dei nostri show arriveranno sponsor e pubblico. Ci vorrà tempo ma sappiamo quello che stiamo facendo.
Inoltre c’è la soddisfazione nel fare qualcosa di bello che per me va oltre ogni soddisfazione economica.

Passiamo alla card tanto attesa: qual è il match che ti intriga di più, sia tecnicamente che sul matchmaking?

Non c’è match nella card che non mi intrighi, altrimenti non l’avrei organizzato. La mia idea di matchmaking è rimasta la stessa nel tempo. Niente match di favore per nessuno e matchmaking equi, poi può capitare di mettere insieme il match sbagliato, ma questo lo scopriremo solo dopo lo show. I tre match titolati, tutti sulla distanza dei 5 round mi gasano tanto.
Paternò vs Maguire è un match bomba. Un ex UFC, abile nelle submission ma quasi impossibile da finalizzare, anche con i colpi, contro uno dei giovani talenti emergenti italiani più caldi. Se Stefano dovesse vincere… beh, le trattative con UFC sono già in corso. Dita incrociate.
Botti vs Kocani è un altro match che secondo me farà fuoco e fiamme. Due che non mollano mai. Due molto esperti, anche se con esperienze diverse.
Nuzzi ed Herrera secondo me sono in questo esatto momento i due pesi gallo più in forma che abbiamo in Italia e lo dimostreranno.
Anche il resto della card ha delle piccole bombe tutte da scoprire. Moricca vs Gherla ha il potenziale per il fight of the night, Frasineac vs Dutriaux sono durissimi e con caratteristiche fisiche simili, per non parlare di Pugliesi vs Conti, entrambi reduci da vittorie devastanti nei precedenti eventi IFC. Sono anche curioso di vedere come se la caverà Cogliandro, ancora imbattuto contro un fighter che ha oltre 40 match di kicboxing pro all’attivo. Il giovane fenomeno Pagliariccio per la prima volta si confronterà con un avversario che ha sette volte la sua esperienza da pro… sarà interessante.

● Fermiamoci un attimo su Botti: da gennaio 2018 ad oggi ha combattuto due match ed il terzo sarà a maggio. Ha una media di un match ogni mese mezzo.
Quanto pensi possa influire sulla prestazione dell’atleta lecchese?

Alessandro è in grande forma psico fisica. Non l’ho mai sentito così carico come da quando è tornato. Ha tanta voglia di combattere e dimostrare il suo valore. La sua categoria è i 70 kg ma a Gennaio ha battutto un Bellator a 77 kg che era fisicamente molto più grosso di lui. Aveva bisogno di riprendere confidenza nei suoi mezzi dopo il lungo stop per infortunio. Il match di Venezia, sempre a 77 kg, è stato breve ed è uscito senza danni. Ora è pronto a tornare a 70 kg, la sua categoria, con un match davvero impegnativo. Da lì è pronto a spiccare il volo. Ha voglia di stare attivo ed io come matchmaker di IFC sono ben felice di averlo in card. Come manager posso solo dire che il meglio per Botti deve ancora arrivare.

● Molti pensano che avreste preferito la vittoria di Manolo Zecchini ad ifc 2 per poi farlo scontrare per il titolo ad IFC 3. Vuoi dire qualcosa a tal proposito?

Dico che, per fortuna il mio matchmaking è un gioco ad incastro che non prevede solo uno scenario, altrimenti mi troverei sempre in vicoli ciechi.

Onestamente non avevo pensato a match titolati immediati per Manolo, ma se la sua prestazione si fosse rivelata stellare avrei potuto pensarci.

Ovviamente mi avrebbe fatto piacere se Manolo avesse vinto, sono il suo manager ma non gli ho dato un match facile. Gli ho dato un match in cui potesse mettersi alla prova contro un avversario scaltro ed esperto. È stato sconfitto. Spiace ma la vita e la carriera vanno avanti. Si rifarà.

A livello di matchmaking invece sapevo che se Kocani avesse vinto, avrei avuto pronto Botti a 70 kg per il titolo a Milano, molto vicino alla Brianza e quindi un match pressoché perfetto come co-main event. Prossimamente, comunque vada, ho in mente altri scenari molto interessanti per i pesi leggeri IFC ma non posso svelare tutto!

Eddai neanche un piccolo spoiler?

Diciamo che Gherla vs Moricca è da tenere d’occhio ed anche a quello che accadrà in un paio di eventi di altre promotion…

● Con IFC 3 si chiude questo primo semestre targato Italian Fighting Championship, obiettivi futuri? Ci saranno altri eventi in questo 2018?

Assolutamente sì! Voglio almeno altri 3 eventi entro la fine del 2018. L’ideale sarebbe altri 4 ma mi rendo conto che per disponibilità atleti, location ed estate di mezzo non è facile.

In ogni caso tre eventi di qualità nei primi sei mesi di attività non sono poco. Dopo IFC 3 faremo il bilancio, spediremo la terza newsletter ai tesserati, perché non dimentichiamo che IFC è una promotion open source, che a molti ancora non frega nulla ma sta crescendo sotto questo punto di vista. E sarà ciò che farà la differenza sul lungo periodo.

Spero di annunciare i prossimi tre eventi prima dell’Estate… magari con qualche sorpresa. Vedremo.

Alex, ti ringrazio per la disponibilità! Ci vedremo il 5 maggio, dove sia io, che tutti gli altri fan ci auguriamo di passare una bella serata ricca di match divertenti, tecnici e qualitativamente di livello.

Guardia alta e colpite per primi.

A cura di M. A. Loreti